Una società a responsabilità limitata operante nel settore dei servizi integrati alle imprese, con oltre 40 dipendenti, un fatturato annuo superiore ai 6 milioni di euro e rapporti continuativi con enti pubblici e grandi operatori privati, si è rivolta allo Studio Russo ed in particolare all'Avv. Giovanni De Blasio ed all'Avv. Luigi Russo in una fase di forte espansione.
L’azienda stava partecipando a gare pubbliche, ampliando il proprio organico e strutturando nuovi livelli decisionali. Tuttavia, nonostante una gestione amministrativa apparentemente ordinata, non disponeva di un Modello di organizzazione e gestione conforme al Decreto Legislativo 231/2001.
L’assenza di un sistema strutturato di prevenzione dei reati esponeva la società a rischi concreti e attuali:
- responsabilità per reati contro la Pubblica Amministrazione;
- contestazioni in materia di reati fiscali;
- profili di responsabilità legati alla sicurezza sul lavoro;
- criticità nei flussi finanziari e nei rapporti con fornitori e consulenti.
Non si trattava di un’eventualità teorica. L’incremento delle commesse e la crescente complessità organizzativa avevano aumentato in modo significativo l’esposizione al rischio.
Il rischio 231: responsabilità diretta della società
Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto la responsabilità amministrativa degli enti per determinati reati commessi nel loro interesse o vantaggio da amministratori, dirigenti, dipendenti o collaboratori.
Le conseguenze possono essere particolarmente gravose:
sanzioni pecuniarie di importo elevato;
misure interdittive (sospensione dell’attività, divieto di contrarre con la PA, esclusione da finanziamenti);
sequestro preventivo finalizzato alla confisca;
danno reputazionale con effetti immediati sul mercato.
Per una società in crescita, un procedimento 231 può compromettere anni di lavoro e investimenti.
L’attività dell’Avv. Giovanni De Blasio non si è limitata alla predisposizione formale di un documento, ma si è sviluppata attraverso un percorso articolato e concreto.
1. Analisi approfondita dell’organizzazione (Risk Assessment)
È stata effettuata una mappatura dettagliata delle aree sensibili, analizzando:
- processi decisionali;
- gestione delle gare pubbliche;
- flussi finanziari;
- deleghe e procure;
- sistema di controllo interno.
Sono stati individuati i reati presupposto effettivamente rilevanti per il settore specifico della società.
2. Redazione di un Modello 231 realmente calibrato
Il Modello è stato costruito sulla struttura effettiva dell’impresa, evitando schemi standardizzati privi di efficacia pratica.
Sono stati predisposti:
protocolli operativi per i rapporti con la Pubblica Amministrazione;
procedure di tracciabilità dei pagamenti;
sistemi di controllo sui fornitori;
meccanismi di segregazione delle funzioni.
3. Codice Etico e sistema disciplinare
È stato elaborato un Codice Etico coerente con l’attività aziendale e integrato con un sistema disciplinare interno, idoneo a garantire effettività al Modello.
4. Istituzione dell’Organismo di Vigilanza
Lo Studio ha assistito la società nella nomina dell’Organismo di Vigilanza, definendone: autonomia e indipendenza; poteri di controllo; flussi informativi periodici; modalità di segnalazione interna.
5. Formazione interna
Amministratori, dirigenti e dipendenti sono stati coinvolti in sessioni formative mirate, affinché il Modello diventasse uno strumento operativo e non un mero adempimento documentale.
L’intervento ha prodotto effetti immediati e misurabili, portando a un netto rafforzamento della governance e a una maggiore solidità nei rapporti con gli istituti di credito. Grazie a questi risultati, l'azienda ha ottenuto un miglior posizionamento competitivo nelle gare e una riduzione significativa dell’esposizione al rischio sanzionatorio, accompagnata da una più profonda consapevolezza interna delle responsabilità. In questo modo, il Modello 231 è divenuto parte integrante dell’assetto organizzativo, trasformandosi da potenziale obbligo a vero asset aziendale
È fondamentale che ogni società intervenga preventivamente, prima che si verifichi una contestazione, superando il falso mito secondo cui la disciplina 231 riguardi esclusivamente i grandi gruppi industriali. In realtà, anche le piccole e medie imprese sono pienamente esposte al rischio di procedimenti giudiziari, poiché i reati presupposto coprono uno spettro estremamente ampio di attività quotidiane: dai reati fiscali e societari a quelli ambientali, passando per le violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, la corruzione, il riciclaggio e l’autoriciclaggio. In questo scenario, la discriminante tra una società vulnerabile e una società protetta risiede esclusivamente nella capacità di dimostrare l'adozione e l'attuazione efficace di un Modello organizzativo idoneo a prevenire tali illeciti.
L’assistenza offerta dall’Avv. Giovanni De Blasio si concretizza in un supporto strategico alle società che parte da un’analisi puntuale dei rischi specifici del settore per arrivare a una personalizzazione reale del Modello 231. L'approccio mira a integrare perfettamente il Modello con l’assetto organizzativo esistente, garantendo al contempo un affiancamento costante nella gestione dell’Organismo di Vigilanza e un aggiornamento periodico basato sulle più recenti evoluzioni normative e giurisprudenziali. L’obiettivo finale di questo intervento non si esaurisce nella mera prevenzione di un procedimento giudiziario, ma punta a rafforzare complessivamente la struttura dell’impresa in un’ottica di medio e lungo periodo.



